Barcelona (esta ciudad es bruja!)

Tutta Barcellona si stendeva ai miei piedi e volli credere che, nell’aprire le mie nuove finestre, le sue strade mi avrebbero sussurrato storie al crepuscolo e segreti all’orecchio perché io li catturassi sulla carta e li raccontassi a chi volesse ascoltarli.
– Carlos Ruiz Zafón, Il gioco dell’angelo.

Barcellona è un sogno ad occhi aperti dal quale non vorresti svegliarti mai, è quello che mi son sentita ripetere per anni da chiunque sia mai passato di lì.

Personalmente, era una vita che desideravo visitarla e quest’anno, proprio a Capodanno, finalmente ci son riuscita.

Dopo un’accurata preparazione letteraria, artistica e cinematografica, s’intende: un mese intero trascorso a leggere romanzi di Zafòn, ad osservar foto di svariate opere di Gaudì, Picasso e Mirò e a guardar film come “Vicky Cristina Barcelona” o “L’appartamento spagnolo” (capolavoro), oltre a studiar nei minimi dettagli ogni guida turistica che mi capitava a tiro.

Insomma, il giorno della partenza credevo d’essere più che preparata ad affrontare senza sorprese la mia primissima esperienza catalana.

Beh.. mi sbagliavo di grosso.

E me ne sono resa conto già dal primo istante, all’arrivo ad El Prat.

Le guide turistiche non te lo dicono che Barcellona ti entra nel sangue al primo respiro.

L’aria, persino l’aria qui è diversa: pungente, eccitante, energica, viva.

Le pietre, le strade, gli antichi edifici, qui tutto possiede un’anima propria, e lo si avverte ad ogni passo.

Lo avverti guardando la città che si estende ai tuoi piedi dalla teleferica, mentre giungi alla collina di Montjuic dominata dall’imponente Castell, passando per il Poble Espanyol e l’orto botanico.

Dal panorama del porto alle prime luci dell’alba.

Passeggiando lungo il molo de la Barceloneta quando la città ancora dorme, nel fruscio delle ali dei pappagalli che scorgi appena tra le foglie delle palme, tra le bancarelle improvvisate a terra, e ci trovi proprio di tutto!, e nella sabbia, fredda sotto i piedi.

L’anima di Barcellona la percepisci camminando sulla Rambla, dalla statua di Colombo e su per tutta la strada fatta di volti d’ogni tipo e nugoli di artisti, fino a quell’infinito labirinto che è il Barri Gòtic, con i suoi antiquari, i negozi di ombrelli, la Catedral de la Santa Creu e la Plaça del Rei.

E nel Mercat de la Boqueria, tra la frutta esotica e succosa, l’odore pungente di zafferano e cannella, nel rame, rosso e oro delle mille spezie, nel sapore di cioccolato e nei coni pieni di Jamón ibérico, nella folla disordinata e chiassosa.

E ancora, sfiorando le antiche mura de la Catedral de Barcelona.

Osservando la maestosa imponenza della Sagrada Familia, e la magia che vi si cela all’interno, con i suoi mille colori, i giochi di luce e le vetrate, mentre domandi a te stesso “come può l’uomo aver concepito e poi creato tutto questo?”

E tutte le altre opere di Gaudì, oh, come può qualcuno non vederci tutta l’anima di questo gioiello catalano in quelle opere?

Non basta la vista di Barcellona dalla terrazza del Parc Güell ?

O Casa Batllò, bellezza marina di curve e spirali, e geometrie di conchiglie e squame di drago, “immenso, insensato mosaico multicolore e rutilante con iridescenze scintillanti, da cui emergono forme d’acqua” di lei diceva Dalì.

E Casa Milà, la rocciosa Pedrera?

Opere d’arte, ma vive. Piene d’anima smaniosa.

Ed  il bar Bosc de les Fades, per un aperitivo in un vero e proprio bosco incantato, terribilmente affascinante.

La paella in uno dei tantissimi caratteristici ristoranti sul molo.

E la collina del Tibidabo, con il belvedere e la sua vista mozzafiato, e l’omonimo luna park, il più antico di Spagna.

Il Bunker del Carmel, da cui meravigliarsi ancora una volta della cupa e misteriosa bellezza di Barna.

E infine, la Font màgica de Montjuïc , la fontana magica nel bel mezzo della Plaça d’Espanya, con i suoi getti d’acqua colorati, la musica, la potenza.

Trascorrere la mezzanotte di Capodanno qui, tra la Rambla, il Barri Gòtico e la Font Màgica, durante i dodici rintocchi, in mezzo ad un fiume di ottantamila persone, ecco.. fa capire quanto il mondo sia un posto meraviglioso.

Ma spiegare Barcellona e le sue meraviglie è impossibile: bisogna viverla.

Qui si sta con il naso all’insù quasi costantemente, come fosse un’abitudine.
Ad ogni passo, una meraviglia nuova.

Qui ogni sguardo è una storia d’amore, la stessa lingua, il catalano, è pregna di passione e mistero.

Barcellona va vissuta, sì, ad ogni angolo, in tutte le sue sfaccettature, ad ogni ora e nei luoghi più nascosti.

Tra le strade lucide di pioggia e quando il cielo è cupo. Osservando le facciate dei palazzi e camminando tra la folla.

Allora, e solo allora, ne avrete colto la triste bellezza.

O almeno una piccola parte.

¡feliz año nuevo!, ed al prossimo viaggio!

Barcelona, Decembre 2017
Esta ciudad es bruja.
Se le mete a uno en la piel
y le roba el alma.
(Questa città è magica.
Ti entra nel sangue e ti ruba l’anima)
 
Carlos Ruiz Zafón, L’ombra del vento
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4 Comments

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  1. Sarei voluto andare a Barcellona molte volte. Cosa mi dici della vita notturna, se ti è capitato di andare per locali, è ben frequentata?

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    • Come in ogni altra parta del mondo, la questione del “ben frequentato” dipende da quello che intendi. Per mia opinione personale, si: lo è. Ma son stata per lo più in posti caratteristici, i cosiddetti “da visitare assolutamente” (come il bar Bosc de les Fades, quello dell’NBA, i localini sulla Rambla e quelli in Plaça Reial). Non sono entrata in discoteche e simili e non mi sono spinta in periferia, ma ti assicuro che in ogni locale visto ci si è divertiti un sacco e senza nessun tipo di problema 😀

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  2. sono stato a Barcellona nel lontano 1988, allora la trovai una città molto sporca, sebbene la sua grandezza e il coinvolgimento emotivo mi sembrò subito immenso. Ero insieme ad amici conosciuti nella stessa vacanza, ci siamo fatti accompagnare da un tassista che ci ha fatto anche da guida turistica facendoci vedere i punti più belli della città. Ricordo ancora questa città, sebbene siano passati moltissimi anni.

    Interessante il tuo blog 😉

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    • Ti assicuro che a me è sembrata tutto fuorché sporca, anzi 😀 E condivido l’esperienza del tassista: ne ho incontrato uno che mi ha fatto da guida turistica e non solo! Mi ha indicato posti meno “turistici” da visitare, ristoranti e birrerie e e l’elenco completo di cosa bere e mangiare! Affabile e disponibile al massimo 🙂 Grazie per la tua condivisione, gentilissimo ❤

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