Capitolo tre – Andrea

Sapevo che sarebbe arrivata prima o poi.

L’ondata di dolore che segue la fine di una storia.

Di solito le fasi son sempre quelle: negazione, rabbia, negoziazione, depressione, accettazione. Quando però sei tu a chiudere un rapporto, la fase più dolorosa è senza dubbio l’ultima.

L’accettazione.

Era finita troppo velocemente, senza urla, senza drammi o piatti rotti. Quasi di comune accordo. Una fine banale, insipida.

Ed io ero stata così presa dalla mia ritrovata libertà, prima, dall’imminente viaggio, poi, che del dolore mi ero completamente scordata. Solo che lui di te non si dimentica mica, ed alla fine, eccolo là. Inevitabile e fatale.

Avevo passato le ultime cinque ore raggomitolata sul letto di Andrea a singhiozzare. Alternavo momenti di auto-convincimento in cui mi dicevo che avevo preso la giusta decisione, che avevo fatto bene, che era un male necessario e che se non ero più felice andare via era l’unica cosa da fare, a momenti di cupa disperazione, in cui sbraitavo ad Andrea che ero sola, e sarei rimasta sola per tutta la vita, senza neppure l’ausilio di un gatto a farmi compagnia dato che ero pure allergica.

Dopo cinque ore nello sconforto più totale, con gli occhi rossi e vari pezzi di cuore sparsi qua e là per la stanza, finalmente mi misi a sedere.

“Ti sei calmata…?”

“Credo di si”.

“Bene. Datti una sistemata che sembri uno zombie. Stasera usciamo, solo io e te.”

Mi portò al “Piano Bar”.  Il Piano Bar è un minuscolo locale in Carrer Sant Bonaventura, di solito strapieno.

“Andrè, c’è troppo casino qua! Non mi va di starci..”

“Ti ci ho portato proprio per questo. Stasera i pensieri non li devi stare a sentire.”

“Così ci metto solo una toppa.”

“E la vita cos’è? Una toppa dopo l’altra! Dai, offro io.”

Ballammo, bevemmo, cantammo a squarciagola, ridemmo e piangemmo insieme fino all’alba.

Quella notte Andrea non portò nessuno a casa. Aveva una ferita aperta che sanguinava ancora dietro a tutti quei sorrisi, dietro la maschera. E quella sera sanguinammo insieme. Mi permise di scorgere una parte di lui che in pochi conoscevano, quella più fragile.

Andrea se n’era andato di casa a diciotto anni perché era gay e ai suoi genitori non andava giù il fatto che fosse gay. La madre piangeva gridando che sarebbe finito dritto all’inferno, il padre voleva correggerlo a suon di botte, ma poi decise che sarebbe stato più semplice abbandonare moglie e figlio per una polacca di vent’anni più giovane. Da allora non l’hanno più sentito. La madre di Andrea era una brava donna, ma aveva le sue convinzioni medioevali.

Quando Andrea se ne andò fu un gran sollievo per tutti.

Da allora viveva da solo, era riuscito a laurearsi alla facoltà di economia tra lavoro e borse di studio. Gli avevano offerto un buon posto a Torino e ci era rimasto per due anni, poi Londra, Barcellona..aveva di fronte una carriera decisamente promettente. Poi, un giorno, all’improvviso, aveva abbandonato tutto e si era trasferito a Sitges.

Per amore, diceva.

Non ho mai conosciuto quel suo “amore”, di lui persisteva solo qualche vecchia foto. Moro, occhi verdi, il classico ragazzo che ti spezza il cuore. Ad Andrea non piaceva parlarne. So soltanto che di punto in bianco era finita, ma Andrea aveva deciso di restare lì comunque. “Nella vecchia vita non ero felice, qui invece lo sono”, giustificava così la sua scelta. Semplicemente. Adesso faceva il barman in un locale gay e sembrava felice davvero.

“Il punto è: tu, con lui, eri felice? Ti sentivi abbastanza? No, e no. Adesso credi di sentire la sua mancanza, ma non è vero. Ti manca l’abitudine, il condividere determinate cose, ti manca l’idea di avere qualcuno accanto. Hai paura di stare da sola, ma da sola ci stavi pure prima, e lo sai.” Andrea, il pragmatico.

“Lo so Andrè, lo so. Lo so, ma è difficile lo stesso.”

“Diventerà più semplice.”

“Quando?”

“Prima o poi..col tempo.”

“Per te quando è diventato più facile?”

“Appena succede te lo dico.”

2 Comments

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  1. Vorremo avere tutti un “Andrea”, almeno io… E’ davvero una storia fantastica, spero non ne arrivi mai una fine ❤ complimenti!! continua così.

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