Hotel California – Storia di una Paranoia

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“Papercut è spaccato a metà fra un passato che gli si è attaccato addosso come una piaga e un futuro che non sembra brillare. Sarà California, strampalata ragazza dall’inconscio serrato, a spianargli la strada per una vita qualunque, banale, noiosa, eppure sicura e serena.

Voleva chiamare aiuto, ma allo stesso tempo temeva che se l’avesse fatto loro l’avrebbero trovata. Dunque rimase in silenzio, nel caso loro si trovassero nei paraggi. Sentiva talmente tanto freddo che tremava; o forse era la paura a grattarle la schiena con tutti quei brividi. Non serviva a nulla che stringesse le mani intorno ai piedini, continuava a sentire freddo. Aveva paura di voltarsi, di muoversi. Respirava piano. Aveva paura. Annie Aveva paura. Annie. Aveva paura.”

 

Questi sono soltanto alcuni dei personaggi che popolano il microcosmo di “Hotel California- Storia Di Una Paranoia”, inedito libro (in uscita dal 13 Ottobre) di Dalila Porta, nata a Napoli nel 1989, qualificata in traduttologia (scrive articoli di geopolitica per la rivista online “Il Tempo La Storia”).

Son riuscita a leggere questo libro in soli due giorni, ho letteralmente divorato ogni pagina.

Il primo tocco di classe sono nomi e personalità dei protagonisti, tutti ispirati da canzoni o film.

California, ispirata ad “Hotel California” degli Eagles (che è anche il titolo del libro), Papercut dall’omonima canzone dei Linkin Park, abbiamo poi la Annie di Smooth Criminal (Michael Jackson), la Roxanne dei The Police, Bep (Where is the Love? dei BEP), Superman (Eminem), Gingerman (Mark Geary), Annabelle (dall’omonimo film, e mai nome fu più azzeccato al personaggio), Eclipse (dalla Total Eclipse of the Heart di Bonnie Tyler), Ivete (ispirato alla cantante Ivete Sangalo).

La caratterizzazione stessa dei personaggi si basa su un’interpretazione personale dell’autrice delle canzoni sopra elencate, il che sarebbe già bastato per convincermi ad intraprendere questa lettura.

Lettura tra l’altro scorrevole e mai banale.

L’intera vicenda si concentra intorno alle vite dei protagonisti, California e Papercut, ma non parliamo affatto di una storia d’amore.

E’ piuttosto un insieme di vite distanti e parallele, che riescono tuttavia ad intrecciarsi tra loro in modo sottile e provvidenziale, quasi necessario.

E’ una storia di sogni ad occhi aperti che diventano reali, che fanno paura.

La storia di persone così diverse da sembrare incompatibili, ma che si completano a vicenda come tasselli di un puzzle.

Papercut e California dovranno capire come convivere con sé stessi e con i propri mostri, prima di capire come amarsi.

Lui, con i propri incubi, con il suo passato, con il ricordo di Annie, o piuttosto con la mancanza di quei ricordi, e infine con Loro, i suoi mostri in carne ed ossa.

Lei, con il muro che si è creata intorno e la maschera che indossa sempre, con un passato orribile che rifiuta di ricordare, con il bisogno di affetto mascherato dall’indifferenza.

Mi sono immedesimata in ognuna di quelle vite, in ognuna di quelle storie, e da ognuna ho carpito, ed imparato qualcosa.

E’ un romanzo psicologico di storie complesse alle quali avrei dato più spazio, ma quel lasciare in sospeso, quel dar libero accesso all’immaginazione è quasi un tocco in più.

Soprattutto, non assomiglia a nessun’altra storia letta finora. Son vicende che costringono all’autoanalisi,  all’introspezione. E va letto tutto d’un fiato: si sprofonda tra le pagine e se ne esce soltanto a libro concluso, quasi svuotati.

Vi consiglio vivamente questo libro, ne vale davvero la pena.

 

Potete acquistare “Hotel California- Storia Di Una Paranoia” qui: http://www.ereticaedizioni.it/prodotto/dalila-porta-hotel-california/

 

2 Comments

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  1. Direi che la convinzione maggiore alla lettura arriva (almeno per me) dalla frase “…non assomiglia a nessun’altra storia letta finora”.
    E’ un buon consiglio, chiaro ma non troppo personalizzato, direi che lo aggiungo di diritto alla lista dei “vorrei”, grazie!

    Liked by 2 people

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