Storie di amori e tagliatelle

Il profumo di albicocche e pasta frolla invade la cucina. La crostata è a raffreddare sul davanzale. Sul davanzale, si, come nei cartoni animati che guardavo da bambina o in qualche vecchio film americano degli anni ottanta.

Sono alla casa al mare per un paio di giorni, dai nonni.

Qui il tempo si è fermato, questa casa, il giardino, sono diventati luoghi a parte. Una piega invisibile nel mondo in cui il tempo è cosa da nulla, non esiste.

Il nonno è in giardino, pota i cespugli e innaffia i rosai. Quello è il suo rifugio, il suo posto felice. E’ sempre impegnato lì con qualche lavoretto, stare con le mani in mano proprio non gli piace.

La nonna è in cucina, immersa fino ai gomiti in uova e farina. Prepara le tagliatelle. E le patate “sabbiose”, e le polpette. Il tavolo di legno è coperto da ricette scritte su fogli di carta sparsi qua e là e ricoperti di farina.

Alza gli occhi come se avesse appena ricordato qualcosa, guarda fuori, vede il nonno e scuote la testa. Il sole è ancora forte e lui non ha il cappello. Mi dice di portarglielo.

Mentre corro verso di lui, mi vede, sorride. Prende il cappello e mi mette tra le mani un grappolo d’uva fragola. “Portala anche alla nonna, è dolcissima. Mangiatevela tutta.” e riprende a lavorare. Ma prima volge lo sguardo verso di lei, e sorride, quasi di nascosto.

La nonna dice sempre, quanta pazienza ha il nonno! Ed è proprio così. E’ la persona più paziente che conosco. Ma credo che chiunque si occupi in quel modo di un giardino debba esserlo.  Insomma, bisogna aspettare che le piante crescano, che i fiori sboccino, che gli alberi diano frutti..si, il nonno è paziente. E calmo, e tranquillo. Non ricordo di averlo visto infuriato se non rare volte, e di solito per molto poco.

La nonna invece no, lei è impaziente, precisa, aspettare non le piace. Deve far tutto, e subito, si infuria spesso e le piace aver ragione. Credo di aver preso da lei, più che dal nonno.

Al nonno piace raccontare, alla nonna invece ascoltare.

Lei vorrebbe tante cose che non può avere, e alle volte diventa triste. Il nonno invece è contento così.

Le piace pensare di esser lei a prendersi cura di lui, e spesso è vero, ma credo sia vero anche il contrario. Il nonno è sbadato, ma sempre presente.

Lei gli ricorda le medicine, e la crema solare, e gli appuntamenti dal dottore e le riunioni di condominio.

Lui riesce a farla ridere.

E ha lo sguardo innamorato, ancora oggi, dopo tutti questi anni. Sono come la notte e il giorno, ma quando si tengono per mano (e lo fanno spesso), diventano una sola, piccola e meravigliosa realtà.

Ed io li osservo, più spesso di quanto loro non sappiano, e sorrido di fronte a quell’amore fatto ormai di bellissime abitudini che non stancano mai.

E un amore come quello, mi auguro di viverlo anch’io.

E mentre penso a tutte queste cose il sole è già al tramonto, il cielo è rosso e viola, il nonno è già rientrato.

Portiamo i piatti in tavola, il nonno si lamenta che la pasta è poca, la nonna gli dice che non deve mangiare troppo ma poi gliene mette ancora nel piatto. E sorride, perché le tagliatelle le ha fatte per lui. E lui lo sa. E non c’è bisogno di dirselo.

 

 

 

 

 

 

4 Comments

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  1. E’ la cosa più intensa, dolce, romantica ed emozionante che abbia mai letto!!!

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  2. Che belle queste immagini, soprattutto il modo in cui si chiude la lettura. Bellissimo.

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