Mi sento

Mi è capitato in modo del tutto casuale di leggere un pezzetto del mio oroscopo settimanale. Non lo seguo, non ci credo molto, e più che altro non amo farmi condizionare. Non so cosa mi abbia spinto a soffermarmici, ma ecco qua. In breve il succo era: ci saranno sempre motivi apparentemente validi per avere paura di qualsiasi cosa, per non rischiare, per tirarsi indietro e farsi prendere dall’ansia. Ma è un modo stupido di vivere, perchè ci sono motivi altrettanto validi per essere entusiasta di qualsiasi cosa. In sostanza, sostituire l’ansia cronica con un’oculata speranza.

Adesso questa roba, letta da un’ansiosa paranoica con spiccati disturbi ossessivo-compulsivi, farebbe quantomeno ridere.

E invece.

E invece mi sono fermata a rileggere questa stessa frase più di quanto fosse necessario o anche soltanto lecito, come per assorbirla, farmela entrare dentro il cervello e fissarla lì.

Perchè per me, una speranza oculata è qualcosa a cui ambire, qualcosa che non conosco e che mi piacerebbe davvero sperimentare.

E allora mi son seduta per terra, le gambe incrociate, qualche foglio tra le mani, la mia musica, una penna, e ho pensato, pensato davvero intendo, quali sono le cose per cui esser entusiasta. Credevo che scriverle e memorizzarle avrebbe reso l’esercizio più fruttuoso.

Ed i pensieri, tradotti in parole ed inchiostro blu, si son riversati sulla carta in maniera quasi spontanea, immediata.

Al primo posto tra le cose di cui esser grata, c’era ovviamente la musica, quella che stavo ascoltando. Dolce, straziante, lenta, veloce.

Poi, scrivere. L’inchiostro sulla pagina, le trame della carta.

Leggere, senza dubbio. Immedesimarsi in una storia fino a sentirsi estranea alla realtà. Fare della storia stessa, la mia realtà.

L’odore di un libro nuovo.

Il vento fresco la sera d’estate, come quello che passa in questo momento dalla finestra aperta.

La pioggia quando non ti va di uscire.

La pioggia quando non te ne frega niente di bagnarti.

I profumi che fanno tornare in mente ricordi belli.

Il giorno prima della festa.

Cominciare e portare a termine qualcosa.

Il silenzio. La solitudine consapevole e ricercata.

Sognare ad occhi aperti, in mezzo alla gente. Fingere di essere altro, altrove.

Credere nelle cose impossibili.

I biscotti appena sfornati, il Natale.

Le albe, i tramonti.

Le montagne. Il bosco. L’odore dell’erba dopo la pioggia.

Piangere.

Il camino acceso quando fa freddo. Guardare la neve dalla finestra.

Il profumo dei funghi.

La prima pagina di un quaderno nuovo.

Ballare sulla musica di Dirty Dancing.

Cantare a squarciagola. Conoscere le parole delle canzoni da cantare a squarciagola.

Sorridere all’improvviso per un pensiero divertente.

I miei nonni.

Gli inizi, le partenze.

Mangiare schifezze davanti al pc.

I jukebox, le polaroid. Gli oggetti che non si usano più.

Guardare fuori dal finestrino durante un viaggio in macchina. Mettere una mano fuori ed accarezzare il vento.

Certe tristezze.

Visitare luoghi lontani.

Le cose misteriose e sconosciute.

I testi delle vecchie canzoni.

Le cose imperfette.

Credere che ci sia qualcosa di più di tutto questo.

Con i motivi per cui essere entusiasta ho riempito quattro pagine, e più scrivo più ne ricordo, e la lista si allunga.

E lo so, lo so, che domani sarò di nuovo preda di ansia e sconforto, lo so.

Ma magari stavolta un po’ meno, magari stavolta in mezzo ai motivi per cui aver paura ne ricorderò qualcuno che mi rende grata. La pratica rende perfetti, o almeno così dicono. E allora un pensiero felice al giorno, o magari sei, come le cose impossibili che pensava Alice ogni mattina prima di fare colazione.

Sei pensieri felici prima di far colazione.

Ma per stasera mi basta questo, questa sera mi sento. Non bene, non male, non triste o felice, semplicemente sento me stessa. Ogni battito di cuore scandito da questa musica, dal suono provocato dalle mie dita sulla tastiera, dalle pagine dell’agenda che sto sfogliando e dall’assenza di pensieri definiti. Questa sera sono io, sola, e mi sento.

Grata.

12 Comments

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  1. Le nostre vite sono sempre più frenetiche, e a volte fermarsi ad ascoltare se stessi, riordinare le proprie idee e i propri progetti, i propri traguardi e paure, si può rivelare più utile di qualsiasi altra terapia.
    Un bacio!

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  2. Hai fatto bene a prenderla così, lo trovo molto saggio. Perchè? Perchè chi scrive un oroscopo dice cose ovvie: ci saranno motivi (validi o non) per avere paura? Ma va? 😀 Dev’essere un genio questo qui! Ma così sono capaci tutti a “prevedere” il futuro, no? Però tu hai fatto la cosa giusta, e hai indagato le ragioni per cui essere entusiasta. E così facendo hai messo il dito nel cuore della ferita. Infatti “ansia” significa vivere in quello che non c’è; quando si è nell’ansia si è in quello ce “potrebbe essere”, e quando siamo in quello che potrebbe essere non siamo nella realtà; siamo nell’illusione del futuro (che però non c’è, non è mica qui…). Quindi dare retta all’ansia è dare retta a qualcosa di irrazionale, qualcosa di proiettato in un ipotetico futuro. Ma tu invece nella tua lista dell'”entusiamo” ci hai ficcato dentro cose che sono QUI. Nel presente. Cose che conosci, che puoi toccare con mano.

    Ti dico questo perchè in questi giorni (anche se con risultati up and down) sto leggendo cose che più o meno potrebbero avere a che fare con questo… e insomma: è quando siamo nel presente (come la tua lista di quattro pagine!) che stiamo bene. Domani sarà diverso? Può essere, capita anche a me. Ma domani cerca di ricordarti che l’ansia è in un futuro che non c’è, e l’entusiasmo è in un presente al quale puoi accedere subito. Cerca di approfondire questa consapevolezza, è molte bello quello che hai fatto, secondo me. Ciao.

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  3. L’ansia condiziona la vita, la nostra, quella degli altri. Poi ci sono giornate così, dove basta una frase a far scaturire riflessioni positive. Bisogna imparare a convivere con le nostre paure perchè c’è tanto per cui essere grate. Le tue parole oggi avranno un effetto positivo su chi leggerà

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  4. Le cose per cui sei entusiasta, mi sono così vicine. E alcune mi hanno portato così lontano.. bello 😃

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  5. Meraviglioso post. Anch’io ogni tanto mi siedo a fare il punto. A fare elenchi. Mettere sulla carta, tracciare, esteriorizzare, vedere serve più che il solo pensare. Almeno così è: per te per me e per altri.
    Eletta

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